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All Mountain

Alpe Sacchi

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21/03/2019 27,98 Km 1 106 mt system 901 208

Salire all'Alpe Sacchi dai laghetti di Nonio è la via sicuramente più rapida: però c'è da soffrire, e anche da spingere, forse anche perchè il mio stato di forma non è certo ottimale. Si parte da Omegna e in località Tre Cascine con qualche scorciatoia sterrata si giunge dopo qualche ripida rampa a Ponte Bria, dove inizia il sentiero per i Laghetti di Nonio: chiamarlo sentiero è ottimistico, perchè in realtà si pedala già poco, visto che lo pseudo sentiero in realtà altro non è che il letto di un torrente completamente invaso di detriti e massi. Vabbè, senza troppi patemi si raggiungono i due graziosi laghetti di Nonio: la giornata è calda - praticamente estiva - e la natura si presenta nel massimo splendore, il verde è più verde del solito...

Inizia qui la dura risalita verso l'Alpe Sacchi: si attraversano scorci veramente magnifici, si susseguono guadi, torrentelli e in particolare tratti in trincea nel bosco con curiose forme di erosione.

A quota 1000 si entra in punta di piedi nel magico faggeto: è il tratto di salita più entusiasmante, giusta ricompensa dopo tanta fatica. Dopo una ripida rampa da fare necessariamente a spinta la strada prosegue sinuosa ed ora perfettamente pedalabile sino al bivio per l'Alpe Soliva: qui un cartello indica a destra per l'Alpe Sacchi e con un ultimo sforzo si esce dal bosco sui ripidi pascoli dell'Alpe.

L'amenità del luogo, oggi completamente deserto, invita ad una pausa ristoratrice nei pressi della cappelletta che ricorda alcuni caduti partigiani: laggiù lontano occhieggia il lago d'Orta, splendida gemma color turchese tra il verde dei pascoli.

Si è fatto tardi, e dunque si prosegue sull'ampia strada sterrata che si interrompe bruscamente nei pressi di una formazione rocciosa: la si supera con la bici in spalla e con la dovuta attenzione, per giunnere sul versante opposto ad una nuova sterrata che porta al Colle del Ranghetto, tra splendidi e ben curati pascoli.

Al Colle, giusto il tempo di asciugare il sudore e dare un'occhiata al panorama e si riparte. Un segnavia CAI indica la direzione da prendere per l'Alpe Camasca: una ripida sterrata va imboccata in discesa prestando attenzione al primo bivio (non segnalato, chissà mai perchè...) dove si devia a sinistra in leggera salita incontrando una sbarra che segna l'inizio della strada Forestale del Ranghetto. E' l'anello che mancava nelle mie precedenti esplorazioni: la strada, che in alcuni punti versa in cattivo stato di manutenzione, porta in un continuo saliscendi tra la splendida vegetazione alla Bocchetta di Foglia, punto di arrivo della strada che sale da Camasca. Da qui calare verso l'Alpe, per sentieri ben conosciuti, è questione di pochi minuti....

Dopo la sosta di rito alla cappelletta dell'Alpe Camasca si scende a Quarna Sopra seguendo i cartelli indicatori di colore giallo "Percorso MTB" ben visibili all'arrivo della strada asfaltata: è una discesa molto bella, priva di difficoltà tecniche, che attraversa scorci boschivi di grande pregio. Giunto a Quarna Sopra, la ciliegina sulla torta: anzichè scendere a Omegna per l'asfalto, decido di provare la discesa lungo la mulattiera del Fontegno. E' un percorso entusiasmante, certamente non semplice ma nemmeno così complicato come pensavo: un susseguirsi di tornantini portano alla splendida chiesa della Madonna del Fontegno, con una freschissima fontana ed un panorama strabiliante sul lago. Da qui la discesa, a tratti ripida ed esposta, porta direttamente alle porte di Cireggio: con i dischi dei freni fumanti non resta che ritornare ad Omegna per una birretta in riva al lago a chiudere un anello fantastico e faticoso, tra i più belli nella zona del Cusio.....

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