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All Mountain

Mottarone

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21/03/2019 24,94 Km 1 093 mt system 139 46

Il piatto forte della giornata è dunque la discesa: per guadagnarsela bisogna però prima risalire al Mottarone, e in fin dei conti avete molte possibilità, tra le quali ovviamente anche la comoda risalita da Stresa in funivia. Io penso che le discese vadano conquistate col sudore, per cui  scelgo la variante "Coiromonte-Falò".

Dunque eccomi pronto a partire dal comodo parcheggio nei pressi del cimitero di Armeno. La salita a Coiromonte, anche se asfaltata, è bella e piacevole, e si snoda con un gran numero di tornanti in un bel bosco di faggi.

Segnalo anche, per gli integralisti che mal digeriscono il bitume, la possibilità di salire a Coiromonte su sterrato: in tal caso all'uscita di Armeno, nei pressi dell'agriturismo e di una cappelletta posta prima del breve tratto di discesa verso il ponte sul torrente Ondella, si devia a sinistra sull'unica ampia sterrata (segnalata da un cartello escursionistico del comune di Armeno) che dopo un primo tratto rilassante comincia a risalire con dure rampe e fondo malagevole. Vi sono alcuni bivi piuttosto equivoci e la segnaletica è scarsa, ma restando sempre sul percorso principale si giunge ad un alpeggio nei pressi del quale occorre oltrepassare due cancelli e risalire un ripido pratone sino a trovarsi su una nuova sterrata che dapprima risale ancora duramente e infine cala a Coiromonte proprio al culmine della salita asfaltata, dove ha sede il caseificio. A voi la scelta, a me questa variante non è particolarmente piaciuta, forse anche perché quando ci sono capitato qualche settimana fa (era il periodo delle grandi piogge) il fondo era particolarmente rovinato e ne uscii completamente infangato, dopo aver dovuto malagevolmente scavalcare i due cancelli di accesso all'alpeggio ancora disabitato.

In ogni caso, una volta giunti a Coiromonte nei pressi del caseificio (se salite dalla strada asfaltata dovete girare a sinistra appena prima del cimitero), si seguono le indicazioni per il Monte Falò e le "Tre Montagnette": è il tratto forse più bello e panoramico, si pedala su un'ampia sterrata dal buon fondo e con rampe a tratti dure sino a sbucare fuori dal bosco in terreno aperto sotto alle pendici del Monte Falò, con splendide vedute e la sensazione di grandi spazi aperti. Giunti al bivio per l'Alpe Nuova si prosegue sempre diritto per risalire nuovamente in un bel boschetto di betulle sino ad un'area attrezzata a picnic e quindi, in piano, si sbuca sulla provinciale del Mottarone nei pressi di un tornante: da qui alla vetta mancano circa 4 km di onesta salita, per cui bisogna armarsi di santa pazienza e digerire l'asfalto e gli annessi frequentatori, anche se la bellezza del panorama aiuta non poco a sopportare la fatica.

Dal piazzale degli impianti del Mottarone si volge lo sguardo verso il lago d'Orta e districandosi tra cumuli di macerie, materiale abbandonato ed altre schifezze si giunge nei pressi dei cartelli segnaletici CAI che indicano chiaramente il percorso. Poche centinaia di metri e siamo alla Baita Alpina del CAI, eccellente punto di ristoro, ideale per una sosta prima di affrontare l'impegnativa discesa. Passando oltre si deve scendere alla partenza dello skilift "Baita", usando la stradina di servizio molto dissestata o meglio ancora scendendo lungo i prati in stile freeride: poi viene il bello, il sentiero dopo un facile tratto semipianeggiante arriva ad un eccellente punto panoramico, in un ambiente roccioso di inaspettato fascino, disseminato di blocchi granitici. Si continua con alcuni tratti decisamente improponibili da pedalare per le mie capacità, da percorrere a piedi: ma si tratta di pochi metri, e mi ripeto in un ambiente talmente bello da far dimenticare i disagi. Scendendo progressivamente le difficoltà diminuiscono, anche se il sentiero rimane molto impegnativo e richiede una guida attenta e prudente: si entra infine nel bosco, passando a fianco di un curioso monolite roccioso solitario, e si sbuca infine in località Tre Alberi (che in realtà sono molti di più, trovandoci in una radura boschiva di rara bellezza) dove si stacca il bivio per Omegna: qui si tralascia l'ampia forestale e si imbocca in salita (per alcuni metri da fare a piedi) lungo un single trail poco visibile che procede con andamento sinuoso e in saliscendi sino ad incontrare più in basso la sterrata che abbiamo evitato. Siamo immersi in una pineta bellissima e folta, un altro ambiente spettacolare ed inaspettato. Numerosi i bivi e le sterrate che si incontrano, e sinceramente essendo la prima volta che percorrevo questi trail mi diventa difficile descrivere nel dettaglio la strada da seguire: fidatevi della traccia GPS così come mi sono fidato io!! Vi ritroverete a percorrere nuovamente un bellissimo single trail che corre in una vegetazione ora più opprimente e a fianco delle condotte di un'acquedotto. Si sbuca alla frazione Pescone di Agrano, nei pressi del ponticello sull'omonimo torrente: da qui in breve si ritorna ad Armeno su asfalto.


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